IMPORTANZA DELL’ATTIVITA’ FISICA NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA

La pratica regolare dell’esercizio fisico organizzato, come del resto l’attività fisica spontanea legata alla vita di relazione e alle abitudini (scuola, lavoro, attività domestiche, tempo libero ecc.), rappresenta l’elemento fondamentale di uno stile di vita sano, in grado di produrre effetti positivi sulla salute sia fisica sia psicologica dei soggetti, senza distinzione di sesso e di età. L’essere umano, al pari di tutti gli animali, è caratterizzato, sostanzialmente, dalla capacità di muoversi e quindi di affidare al movimento stesso la realizzazione di tutte le attività indispensabili per la sua sopravvivenza e per la vita di relazione. Il grado di efficienza fisica e, parallelamente, lo stato di salute, sono strettamente correlati alla quantità e alla qualità del movimento.

Le modificazioni fisiologiche delle capacità fisiche e motorie, che inevitabilmente si accompagnano all’avanzare dell’età, vengono ancor più accentuate dallo stile di vita sedentario che caratterizza gran parte della popolazione senile, riducendone progressivamente le abilità motorie e l’efficienza fisica. In particolare, la mancanza di un’adeguata e costante quantità di movimento accentua la progressiva perdita del tono-trofismo muscolare e del contenuto minerale del tessuto osseo (osteoporosi), tipiche dell’età avanzata, con conseguente aumento del rischio di fratture e d’immobilizzazione.

Il 9% circa della popolazione italiana è afflitto da obesità , un terzo è in sovrappeso, oltre il 20% fuma.
Obesità, sovrappeso e fumo sono fattori di rischio che possono essere rimossi adottando corretti stili di vita e portando, di conseguenza, ad una riduzione significativa dell’incidenza di patologie tra le più diffuse e gravi.

Prevenire significa porre in atto tutta una serie di azioni finalizzate a eliminare o a ridurre al minimo il verificarsi di situazioni dannose, o comunque pericolose sia per le persone, che per gli animali e le cose.
In campo sanitario, con prevenzione si intende l’insieme delle azioni volte al mantenimento o al miglioramento dello stato di salute, quindi volte ad anticipare l’insorgere di un determinato tipo di patologia, o a curarne gli effetti, o a limitarne i danni.

Esistono infatti tre livelli di prevenzione:

  • Primaria: evita o contrasta l’insorgere di una patologia
  • Secondaria: è legata alla diagnosi precoce di una patologia nascente
  • Terziaria: cura e riduce i “danni” prodotti da una patologia, limitando le complicazioni.

Esempi di prevenzione ai vari livelli:

  • Prevenzione primaria: svolgere una sana e regolare attività fisica, abbinata a un’alimentazione equilibrata sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo
  • Prevenzione secondaria: cominciare a praticare attività fisica e ad avere un corretto regime alimentare, perché il peso corporeo è ormai troppo alto e si fa fatica a salire una rampa di scale o ad allacciarsi le scarpe
  • Prevenzione terziaria: praticare attività fisica perché prescritta dal medico, che ha riscontrato, ad esempio, un’ipertensione arteriosa. Quindi movimento come terapia “riabilitativa” e preventiva contro eventuali recidive.

Ecco importanti benefici dell’attività fisica regolare:

APPARATO MUSCOLO – SCHELETRICO

-Migliora la forza, il trofismo muscolare e la flessibilità

-Migliora la coordinazione, l’equilibrio e si riduce il rischio di cadute

-Migliora la percezione del sé

-Ritarda l’insorgenza dell’osteoporosi e ne rallenta l’avanzamento

 APPARATO CARDIOVASCOLARE

 -Migliora la funzionalità cardiaca: aumentano le cavità (atri e ventricoli), le pareti diventano più spesse e forti, quindi il cuore pompa più sangue ad ogni contrazione

-Si riducono le resistenze dei vasi a livello periferico, con miglioramenti importanti sulla pressione sia diastolica che sistolica

-Migliora lo scambio, il trasporto e l’utilizzo dell’ossigeno

-Aiuta a prevenire patologie cardiovascolari, quali l’ipertensione arteriosa, l’ictus, la malattia coronarica, le cardiomiopatie

METABOLISMO

-Aumenta la massa muscolare, parte metabolicamente attiva, e di conseguenza anche il dispendio energetico nelle 24 ore

-Se combinata con una corretta alimentazione, l’attività fisica intacca le riserve adipose riducendole

– Previene patologie metaboliche, quali il diabete mellito e la sindrome metabolica.

PSICHE

-L’esercizio fisico garantisce benefici a livello emotivo, incrementando l’energia e rafforzando la prospettiva ottimistica della vita e l’immagine positiva di sé

-Riduce i livelli di stress e di tensioni nervose

-Favorisce e potenzia il riposo notturno.

Quindi, per potenziare la propria salute, quale modo migliore se non praticare attività fisica con regolarità e apportare radicali e duraturi cambiamenti al proprio stile di vita?
A vederlo sembrerebbe un panorama idilliaco, in cui tutto è facile e lineare, ma non lo è.
Infatti, se praticata con le opportune accortezze, e magari sotto la guida di un professionista del movimento, l’attività fisica può essere considerata un investimento sul presente e sul futuro, a prescindere dall’età. È ovvio che prima si comincia, meglio è.
Allo stesso tempo, se praticata in maniera discontinua, disordinata o in eccesso, potrebbe essere fonte di infortuni. C’è da dire anche che l’allenamento fatto con tutti i criteri e sotto la supervisone di un allenatore personale non ci mette al riparo dagli infortuni, ma sicuramente ci espone in maniera più limitata a tali evenienze, tanto che, se dovessimo porre su una bilancia benefici e rischi dell’attività fisica, l’ago penderebbe in maniera netta dalla parte dei primi.

L’evidenza scientifica ha da tempo indicato come esista una chiara positiva correlazione tra l’entità dell’attività fisica e il miglioramento di molte condizioni patologiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO, 2003) ha incluso l’attività fisica regolare tra i fattori di cui è ben documentata la capacità di ridurre sensibilmente il rischio per obesità, diabete di tipo 2 (giovanile e non insulino-dipendente), malattie cardiovascolari, osteoporosi (nella popolazione maschile e femminile di età superiore ai 50-60 anni, con elevata incidenza di fratture) e cancro colo-rettale, mentre per il cancro della mammella l’evidenza scientifica è meno forte.

Concludendo, ritengo sia doveroso per ciascun individuo – giovane, adulto, anziano, uomo o donna –  assumere un atteggiamento positivo verso qualsiasi forma di movimento e di stile di vita sano. Naturalmente spetta a noi genitori avviare i nostri figli all’attività fisica e soprattutto dare l’esempio,  praticandola in prima persona.